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parlo di me



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Sono una giovincella nell'animo e non solo.
Catanese e ci tengo a specificarlo, perchè quando parlerò del sud non ne parlerò come una che sta sotto Roma ma come una che sta sopra l'Africa.
Qui racconto le mie paranoie, le mie lamentele, i miei problemi di peso e la mia vita.

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amo

Me stessa, Londra, le scimmie, sorridere pensando, svegliarmi la mattina con la luce del sole che entra dalla tapparella perennemente alzata, le gentilezze, le stelline, i pois, la musica, il profumo della frutta,i tatuaggi, i mercatini dell'usato, i regali inaspettati, strizzare gli occhi quando mi arriva il sole in faccia, Spongebob, i miei occhialoni vintage, il vintage,la mia stanza, i piercing, le superchicche, lo stile british, il gelato al caffè e il caffè dopo pranzo, il gelato al cioccolato e la cioccolata nei freddi pomeriggi invernali, l'arte contemporanea, Hello Kitty, i libri e i fumetti,i fiocchi, gli accessori colorati, le scarpe, le borse, chi riesce a farmi ridere, chi riesce a farmi piangere.

odio

Chi mi odia, il cibo(piu'di quanto sembri), le scritte internettiane (shi,nu,zi,chi parla in terza persona ecc.),le abbreviazioni internettiane(nn, qst, cmq ecc.), svegliarmi la notte per fare pipì e fare pipì tante volte di seguito,svuotare il portacaffè della macchinetta sbattendolo nella spazzatura perchè il caffè bagnato si appiccica tutto, il prurito, la falsità, l pocrisia, chi non dà una seconda possibilità per cambiare idea sulle persone, i grezzi, le marche stupide, i prezzi cari, gli arricchiti, i comunisti, le cattiverie gratuite, Diddl, Pucca, troppi orecchini nelle orecchie, i tatuaggi tribali o cinesi,i cinesi, le imitazioni, la musica napoletana, levare i capelli dalla doccia/spazzola/spalle/vestiti, gli alternativi a tutti i costi.

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Fatto da mia giordella.

Lunedì 14 Dicembre 2009



Un paio di giorni fa, ho finito di leggere l'ultimo romanzo della saga di I Love Shopping di Sophie Kinsella, I love shopping per il baby.
I romanzi della Kinsella mi sono sempre piaciuti, e li ho spesso trovati esilaranti.
Spesso e volentieri non ho apprezzato i finali stucchevolmente smielati (avete forse letto La regina della casa? Nessuno finirebbe com'è finita la protagonista di quel libro), ma tutto sommato, leggendo questo tipo di libri passo il tempo prima di andare a dormire.
Quest'ultimo che ho letto mi ha fatto ridere in più punti, ed apprezzo la fantasia ed il sangue freddo nell'inventarsi le cose della protagonista, Becky Bloomwood.
Non credo ci sia nient'altro da dire.
Questi libri sono già famosi, e il nome della Kinsella è già una garanzia per gli appassionati del genere.

Questa NON è una pubblicità pagata, inutile specificarlo ;)

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Ps: Solo ora ho appreso di essere stata accusata su un blog privato di una cosa che non ho assolutamente fatto in mala fede.
Però ho letto certi commenti di gente che mi attaccava pur non conoscendomi.
Inviterei i diretti interessati ad essere più chiari la prossima volta, dato che io non ho una sfera di cristallo, e con tutto ciò che so di aver ragione, mi scuso per aver messo in situazione di "pericolo" (dove il pericolo sta nel fatto che qualcuno avrebbe potuto trovare il suo blog) la proprietaria del blog.

Saluti e chiao.



postato da cupcakes, 15:13 | Link | commenti (18)
categorie: varie, libri

Martedì 27 Ottobre 2009



Oggi ho finito di leggere il libro Falli Soffrire di Sherry Algov.
Questo libro è la mia nuova bibbia e mi sento di consigliarlo a tutte le donne del mondo, soprattutto a chi, come me, ha avuto o ha tuttora una relazione dove fa di tutto per compiacere il proprio uomo.
Bene, ho una notizia per voi: l'uomo può amarvi, desiderarvi e rispettarvi anche se non lo compiacete, ed anzi c'è di più; l'uomo vi amerà, desidererà e rispetterà SOLO se non penserete sempre a compiacerlo. Dovete compiacere voi stesse per essere amate.

La mia prima storia è fallita miseramente non solo perchè lui era un bugiardo, fedifrago e traditore, ma anche perchè io gli ho permesso di essere bugiardo, fedifrago e traditore con me. Se l'avessi lasciato alla seconda o alla terza bugia che scoprivo (perchè do sempre una seconda possibilità io, a chiunque), magari sarei stata più tranquilla e non mi sarei incatenata per due anni con una persona che non meritava e che mi diceva bugie perchè sapeva che l'avrei perdonato.
Quando lui mi ha lasciata, si è subito messo con la tizia con cui mi aveva cornificata (una fra le tante?) e me lo disse al telefono aggiungendo questa frase: "Chiama Ingrid, così non resti sola ed eviti di fare qualche cavolata". Ma stiamo scherzando? Io avrei dovuto fare una follia o magari tentare il suicidio per te che sei il nulla mischiato col niente (qua non parlo solo di Giusi per infangarlo, faccio il mio esempio personale come potrei farne altri migliaia)?

Ultimamente, parlando con mia sorella, ho pensato al perchè spesso i ragazzi trattano da schifo le proprie ragazze, e la risposta a questo quesito è ovviamente che ciò succede perchè le ragazze permettono ai ragazzi di trattarle come stracci.
Conosco ragazze che non vedono al di là del loro naso perchè non vogliono indossare un buon paio di occhiali, ed allora è GIUSTO che i loro ragazzi le trattino di merda.
Se tu dando uno ricevi cento, perchè mai dovresti dare cento? Minimo sforzo, massima resa, quindi perchè mai dovrebbero sforzarsi di fare di più quando non facendo nulla ricevono amore, stima e gentilezze?
Io non sarò mi più dalla parte delle ragazze, perchè se i ragazzi fanno gli stronzi lo fanno perchè dall'altro lato c'è qualcuno che glielo permette.
Le cattiverie ve le meritate allora.

Se l'avessero detto a me quando stavo vivendo la mia precedente storia probabilmente mi sarei infuriata, perchè nessuno vuole sentirsi dire di stare sbagliando, ma ora, col senno di poi, mi rendo conto che in fin dei conti anche io le cattiverie me le sono meritate. Con questo io non difendo i ragazzi, perchè una persona con un cuore non si comporta male nemmeno se glielo permettono, però questo è un altro discorso. Ed ovviamente le cattiverie qualcuna se le merita, ma le corna non le merita nessuno perchè sono sbagliate a prescindere, sempre e comunque.

Prima le parole principali del mio vocabolario di coppia erano gelosia, paura, piangere, bugie, noia. Ora non ho un vocabolario aggiornato, per adesso c'è solo untermine ed è Rispetto, e me lo faccio bastare.

Prima pensavo di essere la persona più orribile del mondo e sentivo di valere meno di zero, e quindi facevo di tutto per compiacere il mio uomo. Il mio ragionamento era: se faccio di tutto per compiacerlo lui penserà di volere stare con me, altrimenti si stanca e se ne va.
Adesso no, adesso io do per scontato che se stai proprio con me è perchè ti piaccio io, e non muoverò un solo mignolo per legarti a me. Io non devo legare nessuno a me, se vuoi il nodo lo fai tu, ma nodi non dovrebbero nemmeno essercene. Dobbiamo scegliere ogni giorno di voler stare l'uno con l'altro, non dobbiamo farlo perchè oramai è così e stiamo insieme  e basta. Se vuoi stare con me bene, se non vuoi stare con me peggio per te. Io non ho niente da perdere se non la mia dignità, e quella non la perderò più per nessuno, o almeno spero. Ciò non vuol dire non provare sentimenti, ciò vuol dire solo amarsi, e se ti ami non accetti di essere calpestata.
Se guardi altre ragazze per strada puoi farlo liberamente come posso farlo anche io, ma se capisci che una ragazza ti interessa più di quanto ti interessi io (che non è un TI PIACE, perchè esteriormente ce ne sono mille meglio di noi) dimmelo, ed io farò lo stesso con te.
Se qualcosa non va dillo, ed io farò lo stesso.
Nessuno costringe nessuno a stare in coppia, ed io forse in passato ho costretto qualcuno a stare con me, ed ho sbagliato.

Io amo Sherry Argov e vorrei ringraziarla personalmente per il bene che mi ha fatto scrivendo il suo libro.
Non dovete fare soffrire gli uomini, dovete amare voi stesse e mettervi sempre al primo posto.
Io lo sto facendo e sto molto meglio. E mi godo di più anche i momenti di coppia.

Ed ora chiao, che avevo scritto questo post e Splinder me l'ha cancellato e per riscriverlo ci ho messo cent'anni.




postato da cupcakes, 16:34 | Link | commenti (45)
categorie: amore, libri, me medesima, considerazioni del caso

Lunedì 7 Settembre 2009



Ieri notte ho finito di leggere questo libro.

Guardandolo da fuori credevo si trattasse di un libro quasi comico, il solito dove vengono narrate le vicende esilaranti di una grassona. Mi sono ricreduta e vari pezzi mi hanno lasciato l'amaro in bocca.
La protagonista è una ragazza cicciona, ma cicciona per davvero. Obesa.
Viene trattata da obesa.

Ho pensato. A tratti mi è quasi venuto da piangere leggendo le cose che questa donna si sente dire dai suoi pseudo spasimanti. Nessuno la vede come una donna, la vedono tutti come un'obesa e quando fanno sesso con lei è come se facessero carità. Si, sono dei porci schifosi e gli piace anche, ma la trattano pur sempre come un oggetto.
Non l'ho letta felice questa Alice, mai in nessuna pagina, nemmeno alla fine. L'ho conosciuta come una donna sciatta, brutta ed abbrutita, triste, rassegnata. Poi diventa quasi cattiva, e per lei quello è il risollevamento e cioè trattare gli altri come gli altri hanno trattato lei.
Io credo che la tristezza resti comunque quando per stare bene inizi a sfruttare gli altri ed a trattarli come oggetti.Non troverai mai una tranquillità facendo così. Una spanna su o una spanna giù non è come camminare avendo al proprio fianco qualcuno.

La scrittrice di questo libro si chiama Caterina Cavina e fino a poco tempo fa aveva un blog proprio qui su Splinder (www.grassaebella.splinder.com) ma ho provato a dargli un'occhiata e mi sono accorta che l'ha chiuso.

Questo libro mi ha fatto riflettere in quanto immagino la sofferenza di una donna pensando alla mia sofferenza. Quando mi dicono "Giuliana, sei così carina, ah se dimagrissi..." io sto male. Sto male perchè se sono carina dovrei esserlo anche così, migliorandomi all'occorrenza dimagrendo, ed invece è come se ci fosse una condizione nel mezzo e piuttosto che essere carina ora è più un "se fossi magra saresti carina".
Ma allora non sono carina, sarei carina se.
Tutti saremmo carini se, persino le belle sarebbero più belle se.

Perdere trenta chili non è una passeggiata per nessuno e nemmeno cambiare il proprio stile di vita con lo sport e corrette regole del vivere sano, però non è nemmeno impossibile riuscirci. Io non so quando arriverà il mio momento, ma sono sicura che arriverà, sicurissima. Il punto è che non posso costringermi ad anticiparlo ma non posso nemmeno aspettare che arrivi.
E allora come si fa?

postato da cupcakes, 10:13 | Link | commenti (99)
categorie: libri, me medesima

Giovedì 3 Settembre 2009



Il mese scorso ho acquistato per caso questo libro di cui non avevo mai sentito parlare. Costava quattro euro ed aveva un titolo "accattivante".
L'ho tenuto qualche giorno sopra il letto, poi sistemando la valigia per andare da Ingrid e successivamente a Londra ho deciso di portarlo con me. Durante il viaggio d'andata avrò letto si e no cinque pagine, poi da Ingrid l'ho abbandonato finchè, arrivata a Londra, l'ho riaperto e mi ci sono appassionata. La sera tornavamo in albergo stanche morte, ci distendevamo, accendevamo le luci sopra il letto e leggevamo; io leggevo questo (che qualche sera ha preso anche Ingrid), Ingrid leggeva i pettegolezzi sui free press che ci distribuivano in metropolitana.

Io consiglio questo libro a chi ha problemi di autostima, perchè leggendolo vi verrà così tanta voglia di prendere a rastrellate nei denti la protagonista che vi pentirete di tutte le paranoie che vi siete fatte fino a quel momento.
La protagonista di questo libro si crede grassa (per intenderci, è una sorta di Bridget Jones che, come tutti sappiamo NON è grassa anche se lei e gli altri insistono nel trovarla sovrappeso. Grassa non è una 44 al mio paese, nè una 46, quindi le protagoniste paranoiche di libri simili le odio a prescindere) e vive facendo ruotare tutti i suoi pensieri attorno al suo fantomatico lardo. Un ragazzo le dice Ciao?, bene, la sta salutando pensando in realtà che lei è una botte di sugna e che dovrebbe rotolare lontano da lui e non permettergli mai più di fargli sprecare fiato per un saluto.
Un uomo le chiede di uscire? Ma stiamo scherzando? Le chiede di uscire per metterla alla prova, e se le chiede di andare a cena apriti cielo!, vorrà di sicuro spiarla mentre mangia per vedere QUANTO mangia, e quindi lei prenderà solo un'insalata, ma prendendo un piatto di foglie scondite allora lui si chiederà perchè è grassa se mangia quanto un uccello, ed allora si immaginerà che lei mangia di nascosto ecc ecc
Va bene la paranoia, va bene l'ossessione, ma nemmeno io mi sono mai fatta così tante paranoie. Quando una cosa è palese è palese, quindi le paranoie ci stanno fino ad un certo punto.
Il libro ovviamente ha un lieto fine banale, ma vale la pena leggerlo quantomeno per riflettere un po' su se stesse, ed a tal proposito presto parlerò di un altro libro di cui ho accennato anche un paio di post fa, Falli Soffrire.

Cambiando argomento, in occasione dell'imminente trasferimento di mia sorella Kitte in Spagna, a Siviglia, che avverrà la prossima settimana, ieri sera abbiamo fatto un'uscita di famiglia andando a Capo Mulini a mangiare pesce.

L'unica foto dove ci vediamo più o meno tutti è questa



Mio padre sembra un galeotto, povero.

Questo è il riso alla marinara che ho preso



e questa è l'insalata di pesce



e queste siamo Adri ed io



Amo i miei nuovi orecchini spagnoli, li sto usando spesso.

Ed ora chiao. Fa caldo, di nuovo (non che abbia mai smesso).

postato da cupcakes, 11:15 | Link | commenti (40)
categorie: libri, famiglia, uscite, cibo